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Interviste

La Sentenza No Vax

La Corte di appello di Lecce e la Cassazione hanno dato ragione a un antivaccinista e torto al ministero della Salute e alla scienza.

Filippo Passeri
Scienza e Tecnologia · 19 dicembre 2020 · 2 min di lettura

Luciano Capone, giornalista del Foglio, riporta nell’edizione odierna del giornale una sentenza della Corte di Cassazione che ha dell’incredibile. La storia è quella di un caporale dell’esercito, deceduto nel 2001 per una “leucemia mieloide acuta”. I famigliari richiesero un indennizzo al Ministero della Salute perché convinti che la causa scatenante della malattia fosse da attribuire agli undici vaccini in otto mesi inoculati al caporale. Troppi in troppo poco tempo, a loro parere. La dimostrazione dell’effetto scatenante delle vaccinazioni sarebbe il fatto che la prima epistassi si sarebbe manifestata il giorno dell’ultima vaccinazione: da lì a pochi mesi il giovane è deceduto. Lo scorso 25 novembre con la sentenza n. 26842/20 la Corte di Cassazione ha confermato questo nesso di causalità che era stato sancito nel 2014 dalla Corte di appello di Lecce. Questa sentenza, però, presenta gravi e clamorose criticità, come riporta Capone.

Il prof. Alessandro Rambaldi, ordinario di Ematologia all’Università Statale di Milano e studioso di leucemie dice al Foglio: “Sono cose che hanno dell’incredibile, è una sentenza assurda. L’idea di una correlazione tra vaccinazione e malattie del sangue è assolutamente inesistente. Ripeto: assolutamente inesistente”. Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e responsabile del dipartimento di Oncoematologia al Bambino Gesù, concorda pienamente con la tesi di Rimbaldi: “Lei sa che sono molto misurato e rispettoso delle istituzioni, ma non esiste una base biologica tale da giustificare un nesso di causalità tra vaccinazione e lo sviluppo di una leucemia mieloide acuta. Mi pare un messaggio significativamente pericoloso”.

La prima problematica che porta alla luce Capone è prettamente empirica: nella comunità scientifica non esistono studi che affermino una qualche correlazione tra le vaccinazioni e i tumori in generale. La seconda problematica riguarda le pesanti anomalie sulla modalità attraverso cui i magistrati sono arrivati a esprimere un giudizio. L’aspetto più eclatante è che il consulente tecnico d’ufficio (Ctu), ovvero il perito incaricato proprio dai giudici, era arrivato a conclusioni opposte: non c’è nesso di causa-effetto tra le vaccinazioni e la malattia che ha stroncato il militare. L’oncologo di Brindisi Maurizio Portaluri nella sua consulenza escludeva un ruolo anche “di concausa” dei vaccini perché sono assenti sia “il criterio della idoneità qualitativa e quantitativa” sia “il criterio cronologico” (il tempo intercorso tra le vaccinazioni e la patologia è stato troppo breve): “La leucemia è un processo multistep che richiede un tempo di latenza stimato in termini di almeno 5 anni dall’inizio dell’esposizione”.

I giudici però non hanno condiviso la linea del Ctu ma del consulente tecnico di parte, secondo cui nei vaccini erano presenti “metalli pesanti quali mercurio e alluminio, la cui azione cancerogena è indiscussa”. Ma il consulente di parte era il dott. Massimo Montinari, medico della Polizia di stato e noto antivaccinista. Montinari sostiene ad esempio la falsa correlazione tra vaccini e autismo e per la sua condotta è stato sospeso dall’Ordine dei medici di Firenze: la sanzione è stata confermata in appello proprio qualche mese fa, il 30 settembre. La tesi di Montinari gioca sull’equivoco tra il metilmercurio (neurotossico) e l’etilmercurio (sicuro). Questa seconda sostanza, chiamata Thimerosal, era usata come conservante in alcuni vaccini: ora non è più usata, ma come riporta l’Airc tutti i dati raccolti, sia prima sia dopo il suo utilizzo, smentiscono qualsiasi nesso con l’autismo o le leucemie.

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