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Interviste

Inchiesta Open, Rondolino scrive a Renzi: "Distruggere la reputazione del M5s e del Fatto Quotidiano"

Tra le carte dell'inchiesta per finanziamento illecito di Open, spunta una mail allucinante del giornalista ed ex consigliere di Renzi.

Niccolò Morelli
Politica Interna · 18 novembre 2021 · 2 min di lettura

“Caro Matteo, eccoti un primo appunto sulla struttura di propaganda antigrillina. Sarebbe utile vederci per iniziare la Lunga marcia (citazione da Mao ndr). Notizie, indiscrezioni e rivelazione mirate a Distruggere la reputazione e l’immagine pubblica di: Grillo, Di Maio, di Battista, Raggi, Casaleggio, Travaglio e Scanzi. Per realizzare questo – prosegue la mail e lo riporta la Verità – bisogna creare una piccola combattiva redazione, con 2 giornalisti d’inchiesta e un investigatore privato di provata fiducia e professionalità (a costo medio-alto)”.

Era il 7 gennaio 2017 quando Matteo Renzi, ancora provato dalla clamorosa sconfitta al referendum costituzionale, inoltrò questa mail del suo consigliere e spin dottor Rondolino all’amico Marco Carrai. Al momento non ci sono evidenze che l’ipotesi di lavoro del giornalista sia stata presa in considerazione e messa in atto, ma sta di fatto che la gravità di una mail del genere prescide da cosa ne sia stato fatto successivamente.

Che sia stata messa in pratica o no, resta il fatto che lo spin dottor di un ex presidente del consiglio suggeriva di assodare investigatori privati e giornalisti per dstruggere avversari politici e giornalisti scomodi. E anche solo questo dovrebbe bastare per creare un polverone mediatico sulla vicenda. In qualsiasi Paese del mondo una notizia del genere sarebbe stata l’apertura di tutti i giornali e telegiornali nazionali, l’ordine dei giornalisti avrebbe mostrato solidarietà nei confronti dei colleghi presi di mira e si sarebbe prontamente chiesto spiegazioni al diretto interessato e mandante della mail. E invece nessuno si indigna, nessuno parla.

Il perché di questo comportamento resta un mistero, i più maliziosi potrebbero pensare che gran parte della stampa italiana se ne vuole tirare fuori perché ha “il morto in casa”. Nel 2017/2018, scorrendo le pagine di tutti (o quasi) i quotidiani nazionali, tutte le forze erano impiegate a screditare il M5s cercando di dimostrare che rubavano come gli altri. E, non riuscendo a trovarne neppure mezzo che lo facesse, nascondevano scandali e inchieste sui renziani, e pompavano microscandaletti grillini inventando notizie false o modificando geneticamente mezze verità per trasformarle in menzogne intere. Raggi e Sala imputati per abuso d’ufficio, lei senza prove e lui per due documenti d’appalto retrodatati a sua firma? Centinaia di titoli sulla Raggi, dipinta come una tangentista: infatti fu assolta. Zero titoli su Sala: infatti fu condannato e poi prescritto. E rubrica fissa su Spelacchio per impiccarvi la Raggi.

I più maliziosi potrebbero anche chiedersi se tutto questo silenzio mediatico ci sarebbe stato anche se a mandare una mail del genere fosse stato Casaleggio o Casalino per ordine di Grillo o Conte. Se l’indifferenza dei giornali e dei giornalisti a questa vicenda sarebbe stata la stessa o se invece ci sarebbero stata piazze piene di politici e supporter intenti ad invocare dimissioni strillando di un golpe populista.

Chissà se sarebbe stato lo stesso. Fortuna che in Italia nessuno è così malizioso da chiederselo.

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