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Interviste

Esplode il caso Durigon (Lega): "Il Parco Falcone e Borsellino? Intitoliamolo a Mussolini"

La proposta del sottosegretario all'economia fa discutere. Pd e M5s ne chiedono le dimissioni

Niccolò Morelli
Politica Interna · 10 agosto 2021 · 2 min di lettura

Mentre il leader della Lega Matteo Salvini è impegnato a pubblicare foto e video di cani e gatti sui social, ergendosi a paladino degli animali nel goffo tentativo di non dare spiegazioni ai suoi elettori di aver perso la battaglia contro il greenpass in consiglio dei ministri, ecco che si torna a parlare del sottosegretario leghista all’economia Durigon.

Se ne era già parlato mesi fa quando, dopo un’inchiesta di FanPage, era emerso un video ripreso con una telecamera nascosta dove il leghista confidava il motivo per cui non era preoccupato delle indagini della magistratura che riguardavano il suo partito. Nel video Durigon si diceva tranquillo perché: “Il generale che indaga sui 49 milioni lo abbiamo messo noi”. In un Paese normale sarebbe bastato quello per farlo dimettere ma allora gli unici a chiedere le dimissioni del leghista furono i 5stelle, nel silenzio generale di tutti i partiti.

Oggi il sottosegretario torna alla ribalta per l’ennesima strizzata d’occhio della destra al fascismo. Dal palco del comizio di Matteo Salvini a Latina, Durigon di è lasciato andare ad una dichiarazione a dir poco spiacevole: “Qualcuno (l’attuale sindaco, il civico Damiano Coletta) ha voluto cancellare la storia di questa città con quel cambio di nome a quel nostro parco, che deve tornare a essere quel parco Mussolini (Arnaldo) che è sempre stato” ha detto prima di introdurre il segretario Salvini che si trovava lì accanto.

L’intervento del sottosegretario è rimbalzato sui social scatenando una pioggia di reazioni. Secondo la deputata del Pd Alessia Morani la presenza nel governo di Durigon è “un problema”. Chissà dov’era la Morani quando Durigon confessava di aver piazzato a capo delle indagini sulla Lega un suo uomo di fiducia. Allora non era un problema per il governo?

Anche Eugenio Saitta, capogruppo M5S della commissione Giustizia della Camera, chiede un passo indietro del leghista. “La Lega lancia un messaggio grave e pericoloso con un atto del genere, anzi un doppio gravissimo messaggio: da una parte manifesta ancora una volta la volontà di archiviare il contrasto alla criminalità organizzata, cancellando i due eroi della lotta alle mafie nel nostro Paese, e dall’altra strizza l’occhio alla destra estrema in vista delle elezioni amministrative. Pensavamo che Durigon avesse toccato già il fondo quando fu ripreso mentre millantava di aver influenzato la nomina di un generale della Guardia di Finanza chiamato a indagare sui 49 milioni di fondi pubblici della Lega a quanto pare scomparsi nel nulla”. “In quell’occasione, a nome del Movimento 5 stelle, chiesi al ministro dell’Economia Daniele Franco di riferire in Aula. Ora, dopo l’ultima pessima sortita di Durigon, non ci sono alternative alla sua uscita dal governo”, conclude Saitta.

Adesso che anche Pd e LeU sembrano essersi svegliati dal sonno che li aveva caratterizzati la volta precedente, riusciranno a chiedere le dimissioni del leghista? Sarà la volta buona?

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