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Interviste

Renzi all’attacco del Reddito di cittadinanza: “La gente deve tornare a soffrire”

Duro attacco del leader di Italia Viva alla misura anti-povertà durante la presentazione del suo nuovo libro. Bufera social, spopola l’hashtag #RenziFaiSchifo

Niccolò Morelli
Politica Interna · 3 agosto 2021 · 2 min di lettura

Matteo Renzi torna alla carica contro il Reddito di cittadinanza. Lo aveva già fatto qualche settimana fa lasciando intendere che sarebbe stato pronto a promuovere un referendum per cancellarlo, ma questa volta si è spinto oltre con un vero e proprio attacco frontale.

Intervenuto alla presentazione del suo ultimo libro, Renzi, riprendendo la sua proposta del referendum abrogativo, ha aggiunto il carico da novanta: “Siamo in un mondo che va verso le nanotecnologie e che investe sui Big Data, internet of things, artificial intelligence”, e pertanto “ai ragazzi va detto studiate, provate, mettetevi in gioco se fallite vi diamo una mano”. Poi, il passaggio che ha suscitato più polemiche in assoluto: “Voglio mandare a casa il reddito di cittadinanza perché voglio riaffermare l’idea che la gente deve soffrire”. Apriti cielo. Infatti, in men che non si dica su Twitter è spuntato l’hashtag #RenziFaiSchifo e giù insulti e battute tranchant a migliaia. Tanto da indurre lo stesso Renzi a tornare sull’argomento difendendosi e accusando l’informazione mainstream di aver volutamente travisato le sue parole e che queste vanno contestualizzate e non strumentalizzate.

L’astio del leader di Italia Viva nei confronti del Rdc risale alla notte dei tempi. Il senatore di Rignano sull’Arno inveiva contro questa misura anche prima che questa venisse introdotta e prima che producesse i suoi effetti. Effetti che per altro sono stati elogiati e ritenuti di fondamentale importanza per la tenuta sociale del Paese sia dall’ultimo rapporto Inps, dove il presidente Tridico lo ha definito “Ancora di salvezza contro la povertà”, sia nella recente indagine di Caritas Italia sulle politiche di contrasto alla povertà dove si legge che il Reddito di cittadinanza è da ritenersi uno “strumento necessario”. Senza contare che, fino al 2017, l’Italia era l’unico Paese dell’Unione Europea (insieme alla Grecia) a non avere ancora nessuno strumento di contrasto alla povertà pur essendo lo Stato col più alto numero di poveri in termini assoluti. Il Reddito di cittadinanza, con vari nomi, vari meccanismi, vari stanziamenti e platee esiste in tutti i Paesi (civili) europei. Ed esiste proprio in ragione di una direttiva Ue che di fatto “obbligava” i Paesi membri a dotarsi di un meccanismo di contrasto alla povertà entro il 2020.

Il dibattito che ormai da tre anni va avanti intorno a questa misura sembra essere impostato più su prese di posizione “a priori” piuttosto che su meriti e demeriti che il Rdc sicuramente ha. Tanto che lo stesso Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 stelle, ha aperto alla possibilità di riformarlo in meglio e col contributo di tutti, ma partendo dal presupposto che di uno strumento del genere il nostro Paese non se ne può certo privare. Specialmente in un momento del genere e con gli strascichi economici e sociali che il Covid si porta dietro. Se poi il leader di Italia Viva dovesse rimanere sulle sue idee e continuare sulla strada del referendum, a quel punto vedremo il popolo italiano cosa deciderà di fare. Ma visto come gli riescono bene i referendum, il Reddito di cittadinanza può dormire sonni tranquilli.

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