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Interviste

Controriforma Cartabia: la Ministra sbugiardata da tutti

Dissensi unanimi sulla riforma. Da Raho: "A rischio sicurezza e democrazia". Di Matteo "Si ostacola la lotta alla Mafia". Ma il Governo pone comunque la fiducia

Niccolò Morelli
Politica Interna · 24 luglio 2021 · 2 min di lettura

Come ormai tutti sapranno, la novità sostanziale della controriforma Cartabia consiste nell’introduzione dell’improcedibilità per i processi che durano più di due anni in appello e più di uno in Cassazione. Il disegno di legge propone inoltre di affidare al Parlamento l’indicazione dei criteri di priorità per selezionare i reati da perseguire.

Le reazioni suscitate dall’eventuale approvazione del testo sono pressoché unanimi. Quantomeno da parte di chi di processo penale se ne intende eccome.

Nicola Gratteri, magistrato antimafia e Procuratore della Repubblica dal 2016, ha affermato a più riprese che con questa riforma il 50% dei processi finiranno sotto la scure dell’improcedibilità (ovvero la prescrizione), circa 150.000 processi. Ha inoltre ribadito che questa disposizione avrà come effetto quello di travolgere un enorme numero di sentenze di condanna.

Dello stesso avviso è Nino Di Matteo, giudice impegnatissimo nella trattativa Stato-Mafia che qualche anno fa ha ricevuto la “sentenza di morte” direttamente da Totò Riina. Le parole di Di Matteo sono nette ed inequivocabili: “Con la riforma Cartabia la lotta alla mafia sarà fortemente ostacolata”.

Sulla stessa lunghezza d’onda si colloca anche il Procuratore nazionale antimafia De Raho: “La nuova prescrizione mina la sicurezza del Paese. Conseguenze gravissime nella lotta alla mafia e al terrorismo” ha affermato in audizione davanti alla Commissione Giustizia della Camera.

La Ministra Cartabia, per difendere la sua controriforma in Parlamento è arrivata a dire che gli allarmi dei magistrati e giudici sopra citati sono vani perché: “L’improcedibilità non mina i processi per mafia perché esclude i reati da ergastolo”. Una frase che, se non fosse stata ripresa dalle telecamere del Parlamento, si farebbe fatica a credere che sia stata pronunciata da un Ministro della Giustizia ed ex Presidente della Corte Costituzionale. Infatti, basta guardare i dati sui processi per mafia, il grosso di quei processi è per associazione mafiosa, concorso esterno, estorsione, corruzione, voto di scambio, riciclaggio, turbativa d’asta, traffico di rifiuti: nessuno punito con l’ergastolo. E di conseguenza tutti prossimi all’improcedibilità.

Ma il Governo ha talmente urgenza di far approvare questa riforma (che si tramuterebbe in un salvacondotto per ladri e mafiosi) che l’ha blindata col voto di fiducia. Dando di fatto un calcio in bocca al potere legislativo, dato che non c’è ragione al mondo di mettere la fiducia quando il governo “gode” del 92% di maggioranza in Parlamento.

Mettere la fiducia su questo testo significa andare allo scontro diretto col Movimento 5 stelle, perché è evidente che il gruppo di maggioranza relativa in Parlamento non voterà una riforma del genere che di fatto esautora a tutto tondo la riforma della prescrizione voluta dal “loro” ex ministro Bonafede. Sempre che la voglia dei grillini di suicidarsi non sia così prepotente. E date le uscite degli ultimi mesi, nulla è da escludersi.

Vedremo.

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