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Interviste

Coprifuoco galeotto

La decisione di mantenere il coprifuoco spacca il Governo e smaschera i dissapori all’interno del Consiglio dei ministri

Edoardo Fracchiolla
Politica Interna · 27 aprile 2021 · 3 min di lettura

A poco più di due mesi dal giuramento ecco che iniziano a farsi sempre più consistenti le voci che narrano una crescente tensione formatasi all’interno della maggioranza in tema di aperture. È abbastanza semplice immaginare i due fronti contrapposti. Da una parte troviamo gli esponenti delle forze politiche dell’ex governo giallorosso, capitanati dal ministro della Sanità Roberto Speranza, i quali vorrebbero procedere con cautela sulle riaperture, già arretrati dalle loro posizioni iniziali che li vedevano addirittura a favore di un nuovo lockdown e assolutamente contro ogni sorta di allentamento delle attuali misure restrittive. Dall’altra troviamo invece gli esponenti di centrodestra e di ItaliaViva, capitanati dalla Lega, che invece sostengono la necessità di riaprire per tornare a vivere e a far girare l’economia di un Paese che si trova sempre più in crisi dal punto di vista economico, inaugurando finalmente un periodo di transizione verso un ritorno alla normalità, consistente in una fase di convivenza col virus. Il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha parlato di un debito che aumenterà quasi del 300%, una situazione che ci farebbe venire la pelle d’oca se a guidare il Paese non ci fosse un genio dell’Economia come lo stesso Presidente. È proprio quest’ultimo ad essere riuscito a trovare un punto d’incontro tra le due posizioni, optando per il mantenimento del coprifuoco alle 22 fino al 31 luglio e dando contemporaneamente il via libera a svariate aperture, tra cui quella dei ristoranti e dei locali, liberi di tornare a riaprire le proprie attività fino alle 21/21.30, come si legge dal testo del decreto in questione. Non tutte le forze politiche della maggioranza hanno accettato il compromesso. La Lega, infatti, ha deciso di astenersi sulla votazione interna al Consiglio dei ministri del decreto stesso. Secondo Matteo Salvini, infatti, il mantenimento del coprifuoco alle 22 è insensato e controproducente. Da una parte, infatti, sostiene il leader leghista, i ristoratori dovranno attrezzarsi a dovere per la riapertura, che sarà consentita solamente all’aperto e limitare anche dal punto di vista orario la loro attività potrebbe mettere ulteriormente in difficoltà un settore che già ha dovuto affrontare parecchie situazioni avverse. Togliere anche gran parte dell’estate ai ristoratori sarebbe, secondo il leader del Carroccio, una sentenza contro tutte quelle attività che hanno resistito finora. Dall’altra la proroga del coprifuoco alle 22 fino a fine luglio è verosimilmente poco fattibile, arrivando con l’estate la voglia di uscire e passare, dopo altri mesi difficili, momenti di spensieratezza. Secondo Salvini, infatti, senza il supporto di dati epidemiologici precisi, è inutile e controproducente continuare a limitare la libertà personale degli individui. Inoltre la non accuratezza nella decisione dell’orario di chiusura, che come dice il decreto stesso impone ai ristoratori di chiudere le proprie attività alle 21/21.30, produce un’ulteriore incertezza del diritto, che in un momento di crisi come questo è inaccettabile. A rispondere al leader del centrodestra è il suo principale avversario politico: il segretario del Pd Enrico Letta, che attacca Salvini accusandolo di andare contro il proprio stesso governo, invitandolo ad uscire dalla maggioranza qualora non sia d’accordo con la linea politica di quest’ultima. Letta continua le sue accuse verso Salvini, affermando di non avere apprezzato l’astensione dei ministri leghisti e esternando la sua speranza a che non si verifichi più una situazione simile A queste provocazioni Salvini risponde rilanciando l’impegno della Lega all’interno del governo e rivendicando svariati obiettivi raggiunti proprio grazie all’apporto e alle proposte del Carroccio. Salvini lancia così in data 25 aprile una petizione avente a oggetto l’abolizione del coprifuoco, che in quarantotto ore raggiunge più di novanta mila firme, destinate ancora a crescere. Salvini esulta sui social, costringendo gli oppositori politici ad uscire allo scoperto. Il primo a rispondere a Salvini e rivendicare la sua posizione radicalmente contraria al coprifuoco è Matteo Renzi. Il leader d’ItaliaViva smaschera le mosse di Pd e M5S, affermando che tutti all’interno del governo sono contrari al coprifuoco, ma per costringere Salvini ad uscire dalla compagine si schierano a favore, lasciando a Salvini la battaglia contro il coprifuoco. Secondo Renzi questa strategia può risultare controproducente, dal momento che Salvini non ha assolutamente intenzione di uscire dal governo. Ai due risponde il ministro del lavoro Orlando, che dichiara, sorprendentemente, la sua contrarietà al coprifuoco, nonostante il suo schieramento a favore di questo in consiglio dei ministri, e attacca il leader leghista, accusandolo di attribuirsi vittorie non sue. Le prime tensioni all’interno del governo sono nate. Draghi stesso ha esternato il suo disappunto, trovandosi di fronte all’astensionismo di un partito così importante per il suo governo. È la fine di una luna di miele mai veramente cominciata, all’interno del Consiglio dei Ministri. Come direbbe il Poeta in questo caso “Galeotto fu il coprifuoco e chi lo indisse”.

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