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Interviste

Roma candidata per Expo 2030: la settimana in Parlamento

Approvata la Nadef. In arrivo un provvedimento contro le morti sul lavoro. Nuove tensioni in casa Lega. Suppletive 2021: occhi puntati su Siena

Matteo Sanchioni
Monitoraggio Parlamentare · 1 ottobre 2021 · 3 min di lettura

L’economia italiana cresce più del previsto: un +6% quest’anno e un ritorno da metà 2022 ai livelli pre-crisi. La crescita, sorretta dalle vaccinazioni anti-Covid, va “protetta” e accresciuta nei prossimi anni, “senza disperdere la fiducia che ora c’è nell’Italia, fra gli italiani e nel resto del mondo verso l’Italia”. Sono queste le principali novità con cui Mario Draghi ha illustrato il contenuto della nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Nadef). Inoltre, non solo la crescita è incoraggiante, anche deficit e debito sono in netto calo, rispettivamente al 9,4% (era previsto l’11,8%) e al 153,5% (era 155,6% nel 2020). Nel suo intervento, poi, si è anche concentrato sui futuri interventi che terranno occupato il governo nelle prossime settimane. Dall’approvazione della delega sul fisco, che includerà anche la riforma del catasto tanto osteggiata dal centrodestra, e la prima riunione della cabina di regia sul Recovery plan, alla legge di bilancio, su cui il ministro Daniele Franco prevede un dibattito “vivace”, con la prima tranche di taglio delle tasse. Una legge di bilancio che interverrà poi, sia sugli ammortizzatori sociali che sulle pensioni, oltre che su misure che Draghi garantisce mireranno alla crescita. Sulla stessa linea si posiziona anche il ministro dell’Economia: “Abbiamo già recuperato due terzi del Pil perso lo scorso anno e anche grazie al Recovery plan l’obiettivo è una crescita superiore alla media dell’ultimo quarto di secolo”. Infine, se non ci saranno scossoni nel 2024, si inizierà un percorso di crescita “neutrale”, non più espansiva, e di più forte riduzione del debito, nella convinzione, assicura Draghi, che sia “irrealistico” il ritorno dal 2023 al vecchio patto di stabilità europeo.

È da sottolineare, però, che la conferenza sulla Nadef si è anche contraddistinta per aver affrontato, in apertura, un tema diverso. Nello specifico, il premier Draghi ha dedicato tempo al triste elenco degli incidenti sul lavoro avvenuti in settimana, sul quale si è soffermato leggendo nome, cognome ed età delle vittime ed esprimendo “il più sentito cordoglio” suo e del Governo. Ha poi rassicurato che già nella prossima settimana ci sarò un intervento preciso sul tema della sicurezza sul lavoro e che il relativo provvedimento andrà innanzitutto a modificare tempistica e severità delle pene per i responsabili. La ricetta individuata da Draghi per le prime norme da mettere in campo è dunque chiara: “Pene più severe e immediate e collaborazione all’interno dell’azienda per individuare precocemente le debolezze in tema di sicurezza lavoro”.

In settimana è anche arrivata la candidatura di Roma, da parte del Premier Mario Draghi, per ospitare l’Expo del 2030. Il Presidente del Consiglio lo ha anche annunciato in una lettera inviata ai candidati in corsa per il Campidoglio: “Si tratta senz’altro di una grande opportunità per lo sviluppo della città”, scrive, ringraziandoli ”per la dimostrazione di unità a favore della nostra Capitale”.

A livello politico, la settimana è stata movimentata soprattutto in casa Lega. Ormai sembra chiaro che la tensione interna si stia trasformando in un vero e proprio scontro politico sulla direzione da imprimere al partito. Le diverse dichiarazioni rilasciate in settimana da Giancarlo Giorgetti, non in linea con la visione del leader della Lega, non hanno fatto altro che agitare nuovamente le acque. Proprio per questo motivo le amministrative del 3-4 ottobre saranno molto probabilmente uno spartiacque; anche se, soprattutto per i Comuni più grandi, bisognerà aspettare l’esito dei ballottaggi. Questo appuntamento elettorale, che in molti già minimizzano, darà però delle indicazioni e rappresenterà un terreno di scontro interno e soprattutto esterno se i numeri fossero in netto favore del partito di Giorgia Meloni.

In contemporanea con il primo turno delle elezioni amministrative e delle elezioni regionali in Calabria, il 3 e 4 ottobre 2021 si terranno a Siena e a Roma le elezioni suppletive, per la Camera, per assegnare i seggi rimasti vacanti dopo le dimissioni, rispettivamente, di Pier Carlo Padoan (PD) e di Emanuela Del Re (M5S). Sebbene le elezioni suppletive non comporteranno ripercussioni sugli equilibri parlamentari, non è da escludere che ci potrebbero essere comunque delle conseguenze politiche. L’attenzione, infatti, è tutta puntata sull’elezione suppletiva di Siena, vista la presenza di Enrico Letta e il concreto rischio di dimissioni che innescherebbero effetti negativi all’interno del PD. Come più volte dichiarato dal Segretario Dem, un’eventuale sconfitta a Siena porterebbe alle sue dimissioni. Tuttavia, anche una sua vittoria risicata ne metterebbe in discussione la leadership.

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