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Interviste

L'Italia sul tetto d'Europa: la settimana in Parlamento

Intanto è bagarre su ddl Zan e Green Pass “alla francese”

Emanuele Peconi
Monitoraggio Parlamentare · 16 luglio 2021 · 3 min di lettura

Dopo la straordinaria vittoria di Euro2020 da parte degli azzurri, capitan Chiellini ed il resto della squadra sono giunti al Quirinale, dove li attendeva il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, presente peraltro a Wembley, per omaggiarli: “Questo non è giorno di discorsi ma di applausi e ringraziamenti. Complimenti! Ieri sera avete meritato di vincere ben al di là dei rigori perché avete avuto due pesanti handicap: giocare in casa degli avversari in uno stadio come Wembley e il gol a freddo che avrebbe messo in ginocchio chiunque. Siete stati accompagnati e circondati dall’affetto degli italiani e li avete ricambiati rendendo onore allo sport”. La Nazionale si è poi recata a Palazzo Chigi, dove ad attenderli c’era il Premier Draghi: “Avete rafforzato in tutti noi il senso di appartenenza all’Italia e ci avete messo al centro dell’Europa. Io sono sempre stato orgoglioso di essere italiano ma questa volta abbiamo festeggiato insieme le vostre vittorie e quello di cui ci avete resi orgogliosi è di essere uniti in questa celebrazione in nome dell’Italia”.

Dopo la vittoria dell’Europeo, l’Italia ottiene un altro successo. Il Pnrr varato dal Governo guidato da Mario Draghi ha avuto anche l’ultimo via libera dall’Ecofin, il Consiglio Economia e Finanza, e l’Italia si prepara a ricevere i fondi del Recovery Fund. Sono 191,5 i miliardi di euro che arriveranno nei prossimi cinque anni, di cui 25 arriveranno subito nella casse del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il via libera arriva dopo quello della Commissione europea comunicato dalla presidente Ursula von der Leyen durante la sua visita a Roma di qualche settimana fa.

Dopo aver respinto per un solo voto le proposte di sospensiva, l’Aula del Senato ha avviato la discussione generale sul ddl Zan contro l’omotransfobia. I contrari alla sospensiva sono stati 136, i favorevoli 135. Dopo il voto che ha bocciato la richiesta di sospensiva in Aula del ddl Zan, sono iniziati gli interventi della discussione generale sul ddl di contrasto ai reati omofobi. “Se Letta e il Pd insistono a non voler ascoltare, dialogare e trovare una soluzione, la legge è morta”. È il commento del leader della lega Matteo Salvini subito dopo il no del Senato alla sospensiva. “La Lega ha proposto degli emendamenti che raccolgono le indicazioni di associazioni, del Santo Padre, di gay, lesbiche, insegnanti. Approviamo subito, tutti insieme, sarebbe un bel segnale di unanimità”. Anche il presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone fa sapere in una nota che ”Questo voto dimostra chiaramente quello che diciamo da tempo, o si cambia rotta o il ddl Zan va a fondo. Il Pd e il M5S hanno il dovere morale di discutere e trovare soluzioni. Se continuano ad arroccarsi saranno responsabili davanti al Paese di questo fallimento”. Al Senato i numeri a favore del provvedimento sono risicati e al voto segreto i franchi tiratori (se ne contano 6/7 nel Pd e altrettanti tra i pentastellati) potrebbero affossare definitivamente la legge.

La decisione di Emmanuel Macron sul green pass divide le forze politiche. Nella maggioranza che sostiene il Governo Draghi le posizioni sono diverse, quasi antitetiche, e per questo motivo servirà una mediazione. Mariastella Gelmini, ministra per gli Affari Regionali, ha dichiarato in merito: “Si valuterà un estensione ad altri servizi nella logica chiave di incentivare il più possibile le vaccinazioni ma senza inseguire modelli stranieri”. Gli occhi sono puntati sulla curva dei contagi, ma è difficile ipotizzare un obbligo alla francese ovvero esteso anche a bar e ristoranti, non solo ai grandi eventi. Contrarie al green pass Lega e Fratelli d’Italia, mentre c’è grande apertura da PD e Italia Viva.

Mario Draghi sulla giustizia accelera, ci ha messo la faccia e quella dell’intero governo. E si aspetta che i partiti tengano il ritmo e non gettino le loro bandierine sui binari del provvedimento firmato dalla ministra Marta Cartabia. Ci sono ancora dubbi sull’approvazione: dopo l’intesa tra Grillo e l’ex premier Conte sullo statuto del M5S, il presidente in pectore del Movimento ha ritenuto il ddl Cartabia “inaccettabile perché cancella migliaia di processi”. Conte vorrebbe prendere tempo per far tornare in auge uno dei vessilli del Movimento ed in particolare dell’ex ministro della Giustizia Bonafede, la prescrizione.

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