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Interviste

Green Pass tra riaperture e polemiche

La circolazione delle varianti del virus SARS-CoV-2 spaventa l’Europa

Giuseppe Norcia
Esteri · 26 luglio 2021 · 2 min di lettura

È di pochi giorni fa la comunicazione del presidente francese Emmanuel Macron che dal 21 Luglio in poi per poter accedere a determinate attività ricreative come cinema, musei e teatri sarà necessaria una certificazione sanitaria. In un secondo momento, secondo quanto riporta l’Eliseo, la misura verrà estesa anche a bar, ristoranti, centri commerciali e mezzi di trasporto.

Lo scopo è quello di mettere alle strette la circolazione virale nei luoghi di socialità, cercando di limitare al massimo l’utilizzo dei precedenti mezzi di contenimento dell’infezione che abbiamo ben imparato a conoscere nell’ultimo anno e mezzo.

Ottenere questa certificazione in Francia è semplice: è sufficiente certificare l’avvenuta vaccinazione, valida a partire da 2 settimane dopo la seconda dose dei vaccini somministrati in doppia dose oppure 4 settimane dopo la singola dose del vaccino Johnson & Johnson. In alternativa si può presentare un referto di negatività ai tamponi nasofaringei sia antigenici che molecolari o, per chi ha avuto una pregressa infezione da virus SARS-CoV2, il green pass è ottenibile dopo 2 settimane dall’esecuzione di un vaccino qualsiasi, in singola dose. I vaccini con cui viene accettata la certificazione sono quelli approvati dell’EMA (Pfizer- BioNTech, Moderna, AstraZeneca, Johnson & Johnson).

La Francia si accoda ad altri stati europei come la Danimarca, l’Austria ed il Portogallo che hanno già intrapreso strategie simili per il contrasto alla diffusione delle varianti, mentre altri paesi come la Germania o l’Ungheria ritengono non necessaria questa misura.

La notizia non è passata inosservata in Italia, dove si è immediatamente accesa la polemica tra favorevoli e contrari. Uno dei primi a rilanciare la proposta francese è stato il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, supportato da numerosi volti noti del panorama scientifico italiano come i Professori Bassetti, Burioni, Pregliasco.

Tra chi si è subito scagliato contro la proposta figurano il leader della Lega Matteo Salvini e la leader di FDI Giorgia Meloni, che gridano all’incostituzionalità della proposta senza però rilanciare con una proposta concreta per garantire sicurezza e libertà per i cittadini italiani ed europei.

Tiepide aperture invece dal fronte del generale Figliuolo che sostiene che questa strategia potrebbe rappresentare una spinta per la vaccinazione.

Il tentativo di raggiungere una percentuale quanto più alta di vaccinati è necessario per raggiungere l’immunità di gregge, ma le strategie con cui raggiungere questo valore sono numerose e altamente dibattute più dal punto di vista politico che scientifico.

Si ricordano gli iniziali timidi tentativi di proporre una vaccinazione obbligatoria per tutta la popolazione, proposta prontamente rimandata al mittente dagli stessi esponenti di governo prima ancora che dall’opposizione in quanto foriera di tensioni e tafferugli. Sono seguite le polemiche per la vaccinazione obbligatoria degli operatori sanitari, presidio necessario per la protezione delle persone più fragili all’interno della nostra società.

Siamo giunti ad ulteriori dibattiti per la proposta riguardante il Green Pass per l’accesso alla vita sociale e culturale.

La comunità scientifica dovrebbe tracciare gli obiettivi per garantire la salute pubblica, la politica dovrebbe scegliere le strategie per raggiungerli in questo lungo e tortuoso percorso verso la normalità.

Tuttavia, dopo mesi in cui si è dovuto scegliere cosa sacrificare, se il comparto economico o la salute pubblica, in questi giorni per la prima volta dall’inizio della pandemia, grazie alla scienza e alla tecnologia, le istanze sanitarie ed economiche possono finalmente conciliarsi in un tentativo comune di ripartenza.

Auguriamoci che questo processo di sintesi, rappresentato dall’utilizzo massiccio del green pass, non venga ostacolato da interessi politici di bassa lega, perché il rischio di una ricaduta verso le chiusure è davvero più vicino si quanto si creda.

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