Torna alla prima pagina
Interviste

Il Libano sul precipizio, ostaggio di Gebran Bassil

Hezbollah, Amal e il Free Patriotic Movement (FPM) hanno raggiunto un accordo in merito alla composizione del futuro gabinetto ministeriale libanese

Fabrizio Chevron
Esteri · 1 luglio 2021 · 3 min di lettura

Hezbollah, Amal e il Free Patriotic Movement (FPM) hanno raggiunto un accordo in merito alla composizione del futuro gabinetto ministeriale libanese, ponendo fine a una settimana di forti tensioni interne all’alleanza.

L’annuncio è stato fatto da Hassan Nasrallah, leader dell’organizzazione politica-militare sciita Hezbollah, il quale ha però chiarito che i dettagli dell’effettiva spartizione dei singoli ministeri non sono ancora stati definiti. Il Libano, sconvolto da una terribile crisi economica, non ha un governo funzionante dal 10 agosto scorso; l’allora esecutivo di Hassan Diab si dimise in seguito alla terribile esplosione che distrusse il porto di Beirut, causando la morte di più di duecento persone.

Dopo più di dieci mesi Diab ancora presiede il suo gabinetto dimissionario, in quanto la classe politica libanese non è riuscita a giungere ad un accordo sul nuovo esecutivo. Le più recenti tensioni politiche vedono come protagonisti gli alleati sciiti e cristiani di Hezbollah, ovvero Amal e il FPM. Quest’ultimo è inoltre ai ferri corti con il Future Movement (FM) guidato dal sunnita Saad Hariri, il quale è stato incaricato di formare il nuovo governo.

Nelle ultime settimane il capo del FPM Gebran Bassil si era veemente opposto ad una iniziativa politica avanzata da Nabih Berri, storico speaker del parlamento e vertice di Amal. Secondo alcune speculazioni Berri avrebbe infatti proposto di dividere il governo fra sunniti, sciiti e cristiani in tre blocchi da 8 ministeri l’uno, assicurandosi quindi che nessuna corrente religiosa potesse disporre del potere di veto.

Gebran Bassil ha rigettato l’idea, in quanto agli occhi del suo movimento essa avrebbe garantito una maggioranza musulmana all’interno del governo, a scapito della componente cristiana. Nasrallah ha però smentito il tutto, etichettando come un pettegolezzo la possibilità che il governo venisse diviso in tre blocchi da otto ministeri l’uno. Come anticipato Gebran Bassil si trova inoltre in forte disaccordo con il Primo Ministro designato Saad Hariri, suo acerrimo rivale. Hariri sostiene infatti sia un suo diritto poter scegliere i due ministri cristiani la cui nomina è al di fuori della quota appartenente al FPM, in quanto il suo partito non è strettamente sunnita. Al contrario Bassil sostiene che tutti i futuri ministri cristiani dovranno essere nominati dal suo suocero Michel Aoun, fondatore del FPM e Presidente del Libano. Dietro il desiderio di Bassil di ottenere una maggioranza all’interno del prossimo esecutivo vi è l’obiettivo di divenire il futuro presidente del Libano. Il prossimo parlamento libanese infatti, dopo le elezioni del maggio 2022, dovrà poi ad ottobre scegliere il successore di Michel Aoun.

Il Movimento Patriottico Libero spera quindi di mantenere il controllo dell’ufficio presidenziale, trasformando le elezioni in un semplice passaggio di consegne interno al clan Aoun e al Free Patriotic Movement.

Secondo Michael Young, giornalista del “The National News”, il giovane Bassil dovrà però riuscire a convincere della bontà della sua candidatura anche Hassan Nasrallah, il quale è molto vicino al Presidente siriano Bashar al-Assad e all’Iran, storico alleato della Siria. Proprio Assad ha coltivato negli anni uno speciale rapporto d’amicizia con Suleiman Frangieh, un importante politico cristiano nipote dell’ex-Presidente Suleiman Frangieh, da cui ha preso il nome. Con Frangieh alle redini del Libano il regime di al-Assad disporrebbe di un forte alleato a Beirut, utile per avanzare la causa della normalizzazione dei rapporti con Damasco in seno al mondo arabo. Ma mentre la classe politica libanese si sfida a colpi di insulti e rabbiosi comunicati il Libano è sempre più sull’orlo del precipizio, una situazione che rafforza l’immagine di una élite oramai dissociata completamente dalla realtà. La lira libanese nei giorni scorsi si è infatti ulteriormente deprezzata, raggiungendo il minimo storico di 18.000LL : 1$ al mercato nero. L’esercito libanese si è trovato costretto a formulare un appello alla comunità internazionale poiché la mancanza di fondi sta minando seriamente l’esistenza dell’istituzione stessa, fondamentale per mantenere unito il Libano data la sua neutralità politica. Il Primo Ministro dimissionario Diab, con l’obiettivo di ridimensionare l’emorragia di valuta straniera, ha approvato il taglio dei sussidi statali per l’acquisto di carburante, scatenando l’ira di un popolo stremato e disperato. La popolazione libanese dipende infatti largamente dai sussidi statali, i quali non riguardano solo benzina e gasolio, ma anche altri beni quali medicine, cibo e grano; diversi funzionari governativi e stranieri sostengono però che lo schema non sia più economicamente sostenibile per il sistema bancario, e vada quindi rivisto. La Banca Libanese, al centro delle polemiche per appropriazione indebita e malagestione di miliardi di dollari, è infatti prossima a finire le riserve di valuta straniera. Nel frattempo Hassan Nasrallah ha dichiarato di essere pronto ad acquistare petrolio dall’Iran, il principale alleato dal gruppo, nel caso lo Stato libanese non riesca più a soddisfare il fabbisogno nazionale. Secondo il leader di Hezbollah tutti i preparativi logistici e amministrativi con Teheran sono stati già completati. Nasrallah ha infine lanciato una provocazione agli avversari libanesi di Hezbollah, incentivandoli a loro volta a contattare i loro alleati all’estero per ottenere aiuti economici e sostegno al paese. Dorothy Shea, l’ambasciatrice USA in Libano, ha però fortemente criticato l’iniziativa di Hezbollah, ufficialmente designato come organizzazione terroristica da Washington; secondo la funzionaria americana l’Iran desidera infatti solo sfruttare la crisi libanese per avanzare i suoi interessi nella regione.

Unisciti alla nostra newsletter

Ricevi in anteprima aggiornamenti ed analisi esclusive dallo staff di PoliticaLab.

Altri articoli che potrebbero interessarti:

Addio alle mascherine all'aperto: la settimana in Parlamento

Via libera dell'Ue al recovery. Ddl Zan: ancora forti discussioni. Forte crisi in casa M5S. Corsa a 4 per il Campidoglio

Monitoraggio Parlamentare
26 giugno 2021 · 3 min di lettura

I risultati delle primarie a Roma e Bologna

Tiriamo le somme delle primarie per la corsa all’elezione del sindaco di Roma e Bologna

Politica Interna
23 giugno 2021 · 2 min di lettura
PoliticaLab utilizza cookies 🍪. Per saperne di più, consulta la  Privacy Policy.
© 2021 PoliticaLab. Chi Siamo. Privacy Policy. Contatti: email ti.balacitilop@ofni, telefono 3438969570.
Collegamento a $https://instagram.com/politicalab_itCollegamento a $https://twitter.com/PoliticaLab_itCollegamento a $https://www.linkedin.com/company/politicalab/