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Interviste

El Salvador: Nayib Bukele e i bitcoin

Secondo la legge approvata l’8 giugno, il bitcoin avrà corso legale

Alessia Scattaglia
Esteri · 19 giugno 2021 · 3 min di lettura

Da circa una settimana El Salvador è diventato il primo stato al mondo ad adottare il bitcoin come moneta legale. Sabato 5 giugno, il presidente di El Salvador Nayib Bukele ha proposto, durante una conferenza sulle criptovalute tenutosi a Miami, di dare corso legale al bitcoin. Nonostante non ci fossero stati annunci a livello nazionale, sembra che i salvadoregni abbiano accolto tale cambiamento senza troppo sgomento.

La cosiddetta Ley bitcoin è stata approvata dall’Assemblea Legislativa, con 62 voti su 84, solo 3 giorni dopo l’annuncio. In questo modo la repubblica salvadoregna è diventata il primo stato al mondo ad introdurre la criptovaluta come moneta ufficiale del paese che, quindi, avrà corso legale insieme al dollaro statunitense (introdotto nel 2001).

Ciò significa che si rende obbligatoria l’accettazione di bitcoin come forma di pagamento in tutto il paese (potenzialmente anche le tasse potranno essere pagate in questo modo). Di conseguenza, lo stato si impegna a cambiare bitcoin e dollari in qualsiasi momento, per chiunque. Tra le ragioni di tale progetto c’è la volontà di aumentare il PIL del paese: il 22% di esso è rappresentato da rimesse, cioè somme di denaro che salvadoregni in tutto il mondo inviano in patria come aiuto alle proprie famiglie. Essendo i guadagni degli intermediari circa del 20% su ogni somma inviata, trasferire i fondi in bitcoin lascerebbe più denaro alle famiglie.

La volontà di dipendere meno dalla FED (Banca Centrale degli Stati Uniti d’America) e la conseguente ripresa di un certo grado di autonomia monetaria sono motivi alla base del progetto. Infatti, dopo l’adozione del dollaro statunitense nel 2001, El Salvador ha poco spazio di azione sulle manovre finanziarie. Dunque, idealmente, il bitcoin significa rilanciare l’economia del paese. Tuttavia, sono sorti numerosi dubbi: primo tra tutti, il bitcoin è riconosciuto come una moneta con volatilità molto alta, che potrebbe provocare variazioni di prezzo significative e conseguente instabilità economica. Inoltre, sono state sollevate questioni macroeconomiche e finanziarie su cui l’FMI ha aperto un confronto.

Questa è la seconda decisione particolarmente incisiva che il “nuovo” parlamento ha preso.

Lo scorso 28 febbraio si sono tenute le elezioni legislative, le quali hanno segnato un trionfo proprio per il partito del presidente, “Nuevas Ideas”. Ottenendo il 57,71% dei voti, si è assicurato 56 deputati (su 84) in parlamento. Ciò significa che Nayib Bukele può governare il paese solo, senza oppositori né negoziazioni, infatti detiene tutti i numeri sia per la maggioranza semplice (43 voti), richiesta per decisioni ordinarie, sia per la maggioranza qualificata (56 voti) per prese di posizioni più significative.

Da un lato questa vittoria può essere interpretata come un punto di svolta per il paese, poiché la percentuale raggiunta da “Nuevas Ideas” determina l’assenza di rivalità con altri partiti, in particolare con ARENA (destra) e FMLN (sinistra), le due forze politiche che hanno governato la scena salvadoregna dalla fine della guerra civile, nel 1992. Dall’altro lato, però, ha sancito la stessa maggioranza sia per il potere legislativo sia per quello esecutivo, aspetto poco “salutare” per la democrazia.

All’inizio di maggio, la nuova assemblea legislativa ha votato per rimuovere 5 magistrati della Camera Costituzionale della Corte Suprema di Giustizia e il Procuratore Generale della Repubblica, per poi sostituirli con altre personalità affini a Bukele.

Alcuni parlamentari del partito governante hanno difeso la decisione, sostenendo che i giudici avevano anteposto i propri interessi a quelli dei cittadini salvadoregni e per questo rimossi. Dall’altro lato, l’opposizione l’ha definita un oltraggio alla repubblica e alla democrazia, identificandolo come una presa di potere da parte del Presidente. Quest’ultimo ha replicato che la sostituzione è un diritto inconfutabile sancito dall’art. 186 della Costituzione.

L’episodio ha destato preoccupazione, si è infatti parlato di autogolpe. Un’accusa non nuova a Nayib Bukele: a febbraio del 2020, il presidente era entrato in parlamento accompagnato da militari, a seguito di una serie di divergenze tra potere esecutivo e legislativo sull’ampissima questione della sicurezza e della criminalità organizzata nel paese e sul relativo piano proposto dal governo Bukele (il Plan Control Territorial). La risonanza mediatica di tale atto era valso l’appellativo di caudillo al presidente.

Nayib Bukele ha un appoggio popolare senza precedenti che gli sta permettendo di costruirsi un potere straordinario. Alcuni lo accusano di aver costruito un culto della sua personalità. Il che spiegherebbe il generale consenso della popolazione sull’introduzione del bitcoin.

Bisognerà attendere i prossimi mesi per scoprire se la neo legge avrà l’effetto desiderato sull’economia salvadoregna.

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