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Interviste

Da Credit Suisse al Financial Times: sempre più fiducia verso l’Italia di Draghi

Continuano le iniezioni di fiducia nei confronti del governo il governo italiano, un “modello europeo” per il Financial Times

Tommaso Puccioni
Economia · 1 maggio 2021 · 1 min di lettura

Era facile prevedere a inizio Febbraio, nei giorni in cui il governo Draghi si è insediato, che quel cambio sarebbe stato visto di buon occhio dai partner europei ma soprattutto dai mercati finanziari. Non ci si aspettava però che si sarebbe passati in così poco tempo a definire il governo italiano come “un modello europeo”, è questa infatti la definizione usata dal Financial Times per definire il governo Draghi.

A questo articolo del Financial Times ha fatto seguito proprio negli scorsi giorni un report di Credit Suisse, in cui la Banca d’affari elvetica traccia un’analisi più che ottimista che stride con la descrizione che spesso si fa dell’Italia, quella di un’economia in difficoltà caratterizzata da un lento declino da più di un quarto di secolo.

Gli analisti di Credit Suisse sottolineano infatti la costante fiducia che i mercati finanziari continuano a riporre nei confronti dell’Italia, secondo loro lo spread BTP-BUND a 10 anni continuerà a rimanere intorno ai 100 punti. A questo si aggiungono anche i progressi nella campagna vaccinale che porteranno l’esecutivo a riaprire gradualmente il paese nelle prossime settimane, alleggerendo di conseguenza il peso delle restrizioni sull’economia nazionale.

Nel report la banca svizzera si dice ottimista anche su come il governo italiano sotto la direzione di Draghi sarà capace di spendere i fondi derivanti dal Recovery Plan e manifesta fiducia anche sulla futura tenuta dei conti pubblici italiani. I fondi derivanti dal Recovery Plan dovrebbero infatti mettere in moto una nuova stagione di riforme, alzando quindi le attuali prospettive di crescita dell’Italia. Inoltre, secondo Credit Suisse, i mercati finanziari continueranno ad essere accomodanti nei confronti del governo, che ogni anno si finanzia su di essi per 400 miliardi.

In conclusione, sembra che l’ondata di ottimismo che aveva portato lo spread a toccare quota 90 punti base a inizio febbraio dopo la nomina di Mario Draghi non si sia ancora fermata e l’Italia continua ad essere guardata con fiducia dalle istituzioni finanziarie.

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