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Interviste

Draghi dichiara: PNRR opportunità storica

La giornata del 25 aprile può essere ricordata come una giornata storica per l’Italia: il presidente del consiglio Mario Draghi ha trasmesso il PNRR al Parlamento.

Antonio Marco Camurati
Economia · 28 aprile 2021 · 3 min di lettura

Nella giornata del 25 aprile il Governo ha trasmesso il testo del Piano Nazionale di Ripresa e Resistenza (PNRR). Come annunciato in precedenza il Piano si inserisce all’interno del programma Next Generation EU (NGEU), il piano da 750 miliardi concordato tra l’Unione Europea e i paesi europei come risposta alla crisi pandemica.

Il Piano italiano prevede investimenti pari a 222,1 miliardi di euro: 191,5 miliardi finanziati attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resistenza e 30,6 miliardi finanziati dallo scostamento pluriennale di bilancio approvato nel Consiglio dei ministri del 15 aprile. Al centro del piano vi è un numeroso pacchetto di riforme, che riguardano gli ambiti della pubblica amministrazione, la giustizia, la semplificazione normativa e della concorrenza, per riparare i danni sociali ed economici della crisi pandemica e rilanciare l’economia del Paese. Protagonisti del Piano saranno le donne, i giovani e il Mezzogiorno.

La suddivisione delle risorse sarà: il 27% dei fondi verrà destinato alla digitalizzazione, il 40% agli investimenti per contrastare i cambiamenti climatici e più del 10% alla coesione sociale. Il piano prevede sei missioni.

“ Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura”

Per completare la prima missione, il Governo ha deciso di stanziare complessivamente 49,2 miliardi. Lo scopo di questa missione è quella di promuovere la trasformazione digitale del Paese, sostenere l’innovazione del sistema produttivo, e investire nel turismo e nella cultura. Gli investimenti prevedono la fornitura di banda ultralarga e connessioni veloci in tutto il Paese. Nello specifico l’obiettivo è quello di portare la connettività a 1 Gbps in rete fissa a circa 8,5 milioni di famiglie e a 9.000 edifici scolastici. Viene anche ribadito l’intento di avviare un Piano per il potenziamento del 5G in Italia. Inoltre si intende rafforzare le infrastrutture digitali della pubblica amministrazione. Per quanta riguarda turismo e cultura si prevede di intervenire per valorizzare al massimo i siti storici e migliorare le strutture turistico-ricettive.

“Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica”

Per la seconda missione invece il Governo ha deciso di stanziare complessivamente 68,6 miliardi di euro. L’obiettivo di questa missione è migliorare la sostenibilità e incoraggiare una transizione ambientale equa e inclusiva. Si intende quindi investire nell’economia circolare e nella gestione dei rifiuti: lo scopo è quello di riciclare il 65% dei rifiuti plastici e il 100% nel settore tessile. Inoltre, il Piano prevede il rinnovo del trasporto pubblico locale, per acquistare mezzi di trasporto a bassa emissione. Numerosi saranno anche gli incentivi fiscali per incrementare l’efficienza energetica di edifici pubblici e privati: si prevede la ristrutturazione di circa 50.000 edifici l’anno. Il Governo intende anche puntare sulle fonti di energia rinnovabili e semplificare le procedure di autorizzazione nel settore. Si sostiene pertanto la filiera dell’idrogeno e delle infrastrutture idriche.

“Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile”

La terza missione vede a disposizione 31,4 miliardi di euro. L’obiettivo principale è la realizzazione di un’infrastruttura di trasporto moderna, sostenibile e estesa a tutte le aree del Paese. A questo proposito si intende investire nei trasporti ferroviari ad alta velocità. Notevoli saranno i miglioramenti nei tempi di percorrenza, soprattutto nel centro-sud.

“Istruzione e Ricerca”

Per la quarta missione sono stati stanziati 31,9 miliardi di euro. Lo scopo è quello di migliorare il sistema educativo, le competenze digitali e tecnico-scientifiche, la ricerca e il trasferimento tecnologico. Si prevedono investimenti per le scuole di qualsiasi ordine e grado, e verranno creati fino a 152.000 posti per i bambini fino a 3 anni e 76.000 tra i 3 e i 6 anni. Inoltre, il Governo intende investire nel risanamento strutturale degli edifici scolastici. Intenzione del governo è anche di riformare l’orientamento, i programmi di dottorato e dei corsi di laurea, per sviluppare l’istruzione professionalizzante e per rafforzare la filiera della ricerca e del trasferimento tecnologico.

“Inclusione e Coesione”

A favore della quinta missione sono stati stanziati 22,4 miliardi di euro. L’obiettivo è quello di facilitare la partecipazione al mercato del lavoro, anche attraverso la formazione, rafforzare le politiche attive del lavoro e favorire l’inclusione sociale. Il Governo quindi punta su centri per l’impiego e nell’imprenditorialità femminile. Si prevedono anche investimenti infrastrutturali per le Zone Economiche Speciali e interventi di rigenerazione urbana per le periferie delle città metropolitane.

“Salute”

Per la sesta missione si prevedono 18,5 miliardi di euro. Lo scopo è quello di rafforzare la prevenzione e i servizi sanitari sul territorio, modernizzare e digitalizzare il sistema sanitario e garantire equità di accesso alle cure. Si intende potenziare l’assistenza domiciliare, la telemedicina e l’assistenza remota.

Il piano, inoltre, prevede un importante programma di riforme, per facilitare la realizzazione del Piano e contribuire alla modernizzazione del Paese. Le riforme principali saranno: la riforma della Pubblica amministrazione e la riforma della giustizia.

Si stima che il Piano avrà un importante peso nella crescita del PIL, si prevede che nel 2026 il Pil sarà 3,6 punti percentuali più alto rispetto allo scenario di base. Nell’ultimo triennio dell’orizzonte temporale, l’occupazione sarà più alta di 3,2 punti percentuali. L’impatto complessivo del PNRR sul PIL nazionale fino al 2026 è stimato in circa 16 punti percentuali.

La governance del Piano prevede una responsabilità diretta dei ministeri e delle amministrazioni locali. Tuttavia, il Ministero dell’economia e delle finanze avrà il compito di monitorare e controllare il progresso e la realizzazione del Piano e avrà il compito di essere l’unico punto di contatto con la Commissione Europea.

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