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Interviste

Il PNRR sotto la lente del Consiglio dei Ministri

La bozza del testo del Piano nazionale è attualmente sottoposta al vaglio del Consiglio dei Ministri, per poi venir valutato in Parlamento.

Francesco Sottile
Economia · 25 aprile 2021 · 2 min di lettura

Il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è lo strumento che dovrà dare attuazione, in Italia, al programma Next Generation EU (NGEU). Secondo il Presidente del Consiglio Mario Draghi, il NGEU rappresenta per il nostro Paese un’opportunità imperdibile di sviluppo, investimenti e riforme, il cui scopo è quello di riprendere un percorso di crescita economica sostenibile e duratura, rimuovendo le “debolezze strutturali” che hanno bloccato la crescita italiana negli ultimi decenni.

Il PNRR avrà una portata di 221,5 miliardi, di cui 191,5 sono coperti dall’Unione Europea tramite il Recovery Fund, ai quali si aggiungono i 30 miliardi del “Fondo complementare” alimentato, invece, mediante lo scostamento di bilancio. Il Governo stima che il PNRR sarà in grado di incrementare il PIL italiano del 3,6% nel 2026 e di avere un altrettanto positivo effetto sull’occupazione del 3% circa.

La bozza del testo del Piano nazionale è attualmente sottoposta al vaglio del Consiglio dei Ministri, per poi essere presentato, tra il 26 e il 27 aprile, ai due rami del Parlamento e, poi, inviato definitivamente a Bruxelles entro il 30 aprile. Resta confermata, nella bozza, la struttura divisa in 6 missioni e 16 componenti.

Rimangono, tuttavia, alcuni importanti nodi da sciogliere in queste ore. In primo luogo, in tema di pensioni, dovrebbe terminare a fine anno la fase transitoria della cosiddetta “quota 100”, la quale sarà sostituita “da misure mirate a categorie con mansioni logoranti” - si legge nell’ultima bozza del testo.

In secondo luogo, per quanto riguarda la governance, la gestione del Piano dovrebbe essere accentrata al Ministero dell’Economia, con la supervisione della Presidenza del Consiglio.

Infine, la partita politica più importante si gioca sulla presenza, o meno, nel Piano del cosiddetto “superbonus al 110%”. Dal testo si evince che si intende estendere tale misura, ma le risorse, riportate dalle tabelle del documento, coprono la misura come attualmente prevista e non la sua proroga fino al 2023. Lo stop al superbonus ha creato malumori da parte di Forza Italia e, soprattutto, da parte del Movimento 5 Stelle. A tal riguardo, si è fatto sentire anche l’ex Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il quale si è così espresso sui propri social: “La transizione ecologica è una priorità sia per me che per il Movimento 5 Stelle. È un’occasione imperdibile per il nostro Paese e non può essere rimandata per difetto di lungimiranza o carenza di volontà politica. In quest’ottica, il superbonus 110% è una misura fondamentale. La presenza del superbonus nel PNRR è quindi essenziale. Non possiamo permetterci di creare incertezza sul futuro di questa misura”.

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