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Interviste

Suez, le conseguenze per l’Italia

Il blocco del canale preoccupa i mercati, compreso quello italiano. Esportazioni, aumento dei prezzi del petrolio e rischio congestioni incombono su economie indifese.

Federico Leuci
Economia · 28 marzo 2021 · 2 min di lettura

La nave cargo Ever Given, incagliatasi nel Canale di Suez lo scorso 25 Marzo, è ancora sottoposta ai tentativi di rimozione da parte dei tecnici dell’Autorità del Canale di Suez. La procedura, che comporta la gestione di un’imbarcazione lunga 400 metri per 59 e 220 mila tonnellate di peso, sarà complicata e oggetto di più tentativi. Il tutto mentre oltre 200 navi sono rimaste bloccate, tanto in entrata quanto in uscita dal canale.

Le conseguenze sono molto più gravi di quello che si potrebbe intuire. Dal Suez passa infatti il 12% del commercio globale, il che fa del canale uno dei “chokepoints” più strategici del pianeta, come ha ricordato recentemente l’ISPI. Esso rappresenta, infatti, un punto di transito obbligato lungo le rotte commerciali internazionali, il cui blocco comporta tremendi ritardi alle catene di approvvigionamento di beni e materie prime, già fortemente colpite dalla pandemia e dal blocco dei traffici. Evidente l’impatto sui prezzi del petrolio, in poche ore arrivati a 60 dollari al barile, considerando la crucialità del canale per il trasporto mondiale del greggio.

Sebbene possa sembrarci tutto molto lontano, il blocco di Suez avrà inevitabilmente conseguenze sul mercato italiano. In primo luogo, i prezzi per il nolo dei contenitori, già notevolmente alto per l’instabilità della domanda e i rischi di congestione, probabilmente salirà ulteriormente, facendo aumentare i costi di trasporto. Inoltre, gli esperti segnalano l’importanza della regolarità nella catena logistica: con lo sblocco, più navi arriveranno contemporaneamente ai porti italiani rispetto a quanto previsto, andando a creare dei colli di bottiglia e mettendo a repentaglio una gestione economica ed efficiente.

L’elemento più preoccupante per il nostro paese riguarda le esportazioni e importazioni transitanti per il canale, corrispondenti a circa il 40% del proprio commercio marittimo. Con specifico riferimento alle prime, il blocco di Suez influirà particolarmente sulle vendite del Made in Italy, considerando il boom delle esportazioni nel mercato asiatico nel 2021 (circa il 29% verso la Cina).

Insomma, in uno scenario di generale contrazione degli scambi internazionali, l’incidente della nave Ever Given rischia solo di peggiorare ulteriormente la situazione del commercio italiano. La fragilità delle catene internazionali rispetto a shock come la pandemia ma anche a incidenti come quello della scorsa settimana stanno già portando ad una riflessione sui modelli di distribuzione di beni e risorse, verso una maggiore regionalizzazione e accorciamento delle catene commerciali. Che la globalizzazione e l’internazionalizzazione delle economie mondiali non siano più così efficienti come si pensava in passato?

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