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Interviste

Scuola, pronto il “piano Draghi”. Assunzioni e calendario allungato

Pronte nuove indicazioni per docenti e studenti per un anno scolastico più lungo. Già predisposti i piani per le assunzioni di docenti e supplenti per il prossimo settembre.

Fabrizio Gagliardi
Attualità · 11 febbraio 2021 · 1 min di lettura

Non si è ancora insediato il Presidente incaricato Mario Draghi ma già si registra la prima – e bisogna dire vera – levata di scudi. Fra i tanti temi discussi e dibattuti in questi fervidi giorni di consultazioni (dove sembra prendere sempre più piede un esecutivo Draghi con larghissime intese) c’è anche il tema scuola: dalle riservatissime consultazioni che si stanno tenendo col Presidente incaricato non trapela nulla, se non la semplice condivisione di programmi, intenti e un riconoscimento trasversale delle qualità e del curriculum dell’ex Presidente della BCE, ma proprio sui temi del rilancio e “primario” nell’azione di governo si è discusso della scuola, e sembra essere sfuggito che, fra le intenzioni, ci sarebbe quella di allungare la normale durata dell’anno scolastico sino a fine giugno e di “riempire” il vuoto delle lezioni di Pasqua. Il fine, chiaro, di allungare le lezioni sino a fine giugno è stato spiegato con l’intento di “recuperare i giorni persi tra Dad e disservizi per la pandemia”.

Scelta, questa, che non hanno digerito né i docenti e né le parti sociali e i sindacati, proprio oggi a colloquio da Draghi. Un malcontento che, com’era facilmente ipotizzabile, ha coinvolto gli studenti “Recuperare a giugno-luglio, oltre che essere impossibile per le tempistiche di esami di maturità e test d’ammissione all’università, equivarrebbe a dire che in questi mesi abbiamo scherzato”, oppure qualcun’altro aggiunge: “Se si vuole recuperare, allora non si fa nulla né Dad, né attività asincrone. Riposo”. Sono una parte dei commenti raccolti sui social.

Secondo la voce dei sindacati, invece, sarebbe utile un’analisi degli aspetti negativi e positivi della Dad, considerata uno strumento utile oltreché indispensabile per le diverse esigenze degli studenti ma, soprattutto, per la differenza nei territori da cui è scaturita la famosa “scelta cromatica” fra rosso, arancione e giallo, colpiti in maniera differente dalla pandemia.

L’idea, però, sarebbe quella di avere tutto in linea per settembre prossimo: il piano del Presidente Draghi sarebbe infatti quello di non avere, in nessun caso, cattedre vacanti che andranno rimpiazzate con docenti e supplenti. Insomma, dopo i tanti elogi ed encomi, sembrerebbe proprio che “la prima bocciatura” arriverà dalla scuola.

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