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Interviste

Covid, gli esperti dell’Oms arrivano a Wuhan per analizzare il virus: improbabile l'origine in laboratorio

Gli esperti dell’Oms arrivati a Wuhan analizzano palmo a palmo la zona ma è ancora presto. Il team garantisce sull’improbabilità che l’origine del virus sia da attribuirsi ad un laboratorio.

Fabrizio Gagliardi
Attualità · 11 febbraio 2021 · 1 min di lettura

Ci avviciniamo sempre più all’anniversario dell’origine di questa pandemia, quasi un anno da quando questo dannato virus ha invaso, infestato e stravolto le nostre vite e i nostri ritmi. Proprio da Wuhan arrivano le prime notizie, poco confortanti a dire il vero, dal team di esperti inviati dall’Oms. «Non abbiamo scoperto qualcosa capace di cambiare in modo sostanziale la storia. Non sappiamo che ruolo abbia avuto il mercato del pesce Huanan ma abbiamo aggiunto nuovi dettagli per la nostra comprensione e per gettare le basi dei prossimi passi da seguire». Così ha spiegato Peter Ben Embarek, che coordina la squadra dei ben 17 esperti arrivati a Wuhan per analizzare la nascita e la diffusione della pandemia da Sard-Cov-2.

Stando proprio alle parole di Ben Embarek, la missione al momento «non è stata risolutiva» anche e soprattutto perché «la ricerca dell’origine del nuovo coronavirus è work in progress». Una spedizione che, com’era prevedibile, non fa luce sui tanti dubbi che ancora attanagliano la comunità scientifica, dopo un anno sfiancante fra lockdown, costrizioni e restrizioni. Magra, magrissima consolazione, è che, stando alle rilevazioni degli esperti, «è altamente improbabile che l’origine del virus sia da attribuirsi in un laboratorio».

Fra le altre ipotesi, invece, è stata anche caldeggiata quella che il virus possa aver avuto origine fuori dalla Cina e, specificatamente, nel cibo surgelato o nel commercio di prodotti della catena del freddo ma si tratta di ipotesi preliminari e che necessitano «doverose ricerche e approfondimenti».

Nel frattempo, nel mondo, solo Israele sembra lentamente riappropriarsi della normalità con una campagna vaccinale che batte ogni record utilizzando 62,87 dosi per 100 abitanti: di gran lunga il migliore dato al mondo (al secondo posto c’è la Gran Bretagna con 17,64 seguita dagli Stati Uniti con 11,12 su 100 abitanti).

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