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Interviste

Cantante uccisa a Palermo, il marito confessa l’omicidio

Salvatore Baglione, sottoposto a fermo per il delitto della moglie Piera Napoli, è accusato di omicidio volontario aggravato.

Mariachiara Monaco
Attualità · 8 febbraio 2021 · 2 min di lettura

Ancora un femminicidio, ancora una donna uccisa, ancora a Palermo dove solo pochi giorni fa è stata assassinata la giovanissima Roberta Siragusa. Stavolta la vittima ha 32 anni, si chiamava Piera Napoli, era una cantante neomedodica palermitana, ed è stata uccisa a coltellate dal marito nella casa di Cruillas, borgata di Palermo in cui la coppia viveva con i tre figli.

Salvatore Baglione, 37 anni, si è presentato dai carabinieri, che sono poi andati nell’abitazione dove hanno trovato il cadavere con diverse ferite da arma da taglio. Durante l’interrogatorio con il Pm Federica Paiola l’uomo ha confessato di aver ucciso la moglie, ma non ha indicato il motivo del gesto. Non si conoscono dunque le cause che avrebbero acceso la scintilla del litigio tra moglie e marito, finito nel peggiore dei modi. Baglione però si è presentato intorno all’ora di pranzo alla stazione dei carabinieri, indirizzando i militari verso l’appartamento dove poi è stato ritrovato il cadavere della donna, su cui erano vi erano evidenti ferite da arma da taglio. Sul posto è stato rinvenuto anche un grosso coltello da cucina, probabilmente l’arma del delitto.

Alcune ore prima del l’uomo aveva pubblicato un post del profilo «Dna criminale»: sullo sfondo di una foto di Robert De Niro, c’è scritto «Il rispetto gran bella cosa, peccato che non tutti ne conoscano il significato». E la vittima, sul proprio profilo Fb, poche ore prima di essere uccisa aveva postato questa frase: «Vuoi che ti regalino dei fiori il 14 (San Valentino), muori il 13».

Piera Napoli era molto conosciuta nel quartiere Cruillas; qualcuno racconta che la coppia litigava spesso e che le urla svegliavano l’intero quartiere, addirittura Piera un mese fa aveva chiamato la Polizia dopo l’ennesima aggressione da parte del marito ma poi non aveva presentato la denuncia. Il padre della donna ha raccontato ai giornalisti che il rapporto tra marito e moglie era incrinato: “Mia figlia restava ancora in quella casa per i bambini”.

Tante le reazioni anche nel mondo degli artisti neomelodici: “Era una ragazza semplice e solare. Una persona veramente per bene - scrive su Facebook Piero Sala, discografico e proprietario della Air Music, lo studio di registrazione audio dove Piera Napoli ha lavorato negli ultimi 5 anni - Sono distrutto. In genere cantava canzoni d’amore neomelodiche di cui curavo gli arrangiamenti. Lei portava i testi e io mettevo la musica. Brani che possiamo definire puliti, senza esaltazione della malavita. Si distingueva da tante persone legate a questo mondo. Non mi sarei mai aspettato da suo marito un gesto del genere”.

Ecco dunque l’ennesimo femminicidio. I lunghi mesi di lockdown e la forzata coabitazione nelle case hanno allungato ancora di più la pagina nera di questi efferati delitti nel nostro Paese. Il dato, nero su bianco, ha trovato conferma in un report dell’Istat dedicato agli omicidi: nei primi 6 mesi 2020 la situazione si è ulteriormente aggravata con un numero di delitti pari al 45% del totale degli omicidi.

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